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BASKIN > PROGETTO BASKIN IN POLESINE

28 febbraio

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo e di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c'era solo disperazione. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione”
Nelson Mandela

Una delle più significative rivoluzioni nel mondo dello sport negli ultimi cinquant’anni è stato sicuramente l’accesso all’attività sportiva, anche agonistica, dei soggetti con disabilità. La possibilità di entrare in un contesto di regolare e strutturata attività sportiva ha favorito un miglioramento della loro condizione fisica ma anche maggior inserimento nella vita relazionale e sociale.



Nonostante questi indubbi benefici permane, soprattutto negli sport di squadra riservati solo ad atleti con disabilità, la mancanza di relazione con i soggetti normodotati che limita la possibilità di una piena inclusione.

Non dimentichiamo poi che il lockdown imposto dalla pandemia ha pesantemente impattato proprio nei giovani disabili limitandone le abituali attività con conseguenze riscontrabili come facile irritabilità, depressione, insonnia.

BASK-IN : UNA PROPOSTA INCLUSIVA

Il BaskIn è nato a Cremona nel 2003 nell’ambiente scolastico grazie all’intuizione dell’ingegnere Antonio Bodini, padre di cinque figli tra i quali una ragazza disabile, e dell’insegnante di educazione fisica Fausto Capellini.



Il nome si chiarisce quando scopriamo che è la sintesi di “basket” e “integrazione”, dunque un “basket inclusivo”, un’attività sportiva modellata sul basket, nella quale le squadre sono composte da atleti normodotati e atleti con disabilità, siano queste di carattere fisico sia mentale. Le due squadre si affrontano su un campo di basket tradizionale, modificato aggiungendo alle due classiche aree con canestri, collocate sui lati lunghi del rettangolo di gioco, due aree più piccole – dette aree laterali – situate alla metà del terreno, ciascuna con due canestri di diversa altezza, così che i canestri sul campo sono in totale 6. Non soffermandoci sui dettagli del regolamento c’è un dato fondamentale per cogliere l’essenza di questo sport:

il campo e le dinamiche del gioco sono adattate in funzione di una squadra nella quale ciascun atleta ha un ruolo e una connessa modalità di gioco in rapporto alle proprie caratteristiche e abilità/disabilità fisiche e motorie, che le regole e la composizione stessa della squadra gli permettono di sfruttare e valorizzare in

modo adeguato.

Il BaskIn accoglie in squadra persone di diversa età, maschi e femmine, professionisti e dilettanti, così come atleti dediti ad altre discipline; un altro punto qualificante è che questo sport aiuta e favorisce l’inclusione senza pietismi o scorciatoie, grazie al fatto che permette agli atleti normodotati di giocare ed esprimersi pienamente, senza doversi frenare o risparmiare, e, allo stesso modo, consente agli atleti con disabilità di fare lo stesso, dando il proprio contributo al gioco e al risultato finale.

Le 10 regole valorizzano il contributo di ogni ragazzo/a all’interno della squadra: infatti il successo comune dipende realmente da tutti. Quest’adattamento, che personalizza la responsabilità di ogni giocatore durante la partita, permette di superare positivamente la tendenza spontanea ad un atteggiamento «assistenziale» a volte presente nelle proposte di attività fisiche per persone disabili.

RHODIGIUM BASKET: un progetto di formazione attraverso lo sport

L’associazione sportiva dilettantistica Rhodigium Basket, tenendo fede ai principi espressi nel proprio statuto, si propone fin dalla sua nascita come una realtà che, soprattutto nel settore giovanile, crede nello sport come mezzo di crescita, non solo motoria e fisica ma anche sociale, relazionale e cognitiva.

Da sempre sensibile al tema dell’inclusione e forte del suo radicamento nel territorio ritiene opportuno aprirsi concretamente a questo mondo inserendo all’ interno del suo progetto sportivo una squadra di Baskin con il duplice obbiettivo di includere atleti con disabilità e fornire un contesto di crescita anche ai suoi atleti.

Anche i ragazzi normodotati beneficiano di questo percorso. Infatti nel baskin essi imparano ad inserirsi e ad organizzare un gruppo che conta al suo interno gradi di abilità differenti. Essi devono così sviluppare nuove capacità di comunicazione mettendo in gioco la propria creatività e instaurando nuove relazioni affettive. Inoltre la condivisione degli obiettivi sportivi coi ragazzi disabili permette loro di apprezzare le ricchezze e le capacità che la diversità porta con sé.

IL BASKIN A ROVIGO

Anche per questo NELLA NOSTRA CITTA' è stata creata una squadra squadra che si allena e gioca ogni sabato presso la palestra dell'IPSIA.

Dopo una prima gara svolta tra Padova ed Este nel 2022, si è deciso di provare a sviluppare questo gioco anche nella nostra città, e i risultati sono davvero eccezionali, la risposta è positiva e speriamo a breve di fare una nostra prima gara ufficiale sfidando quelle formazioni che 1 anno fa ci sono venute a spiegare questo bellissimo sport.






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