Rhodigium Basket a.s.d.

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 crescere insieme nello sport

Con la conclusione del campionato ufficiale di serie B, la Solmec Rhodigium Basket continua a lavorare dietro le quinte e comincia già a pensare alla prossima stagione.
Con il secondo posto in classifica, le ragazze di coach Fabio Frignani hanno dato prova di grande crescita sia sul piano tecnico che organizzativo, vincendo la scommessa fatta qualche anno fa di puntare sul proprio settore giovanile, per permettere alle atlete under più promettenti di inserirsi gradualmente nella prima squadra. Progetto che iniziò con l’arrivo di un coach esperto in ambito giovanile come Fabio Frignani ad allenare la formazione della serie B, con un occhio anche alle squadra Under16, e che è proseguito con la decisione ad agosto 2019 di puntare su un connubio di giocatrici in uscita dalla serie A come Stoppa e Ferri, in aggiunta alla veterana Pegoraro, e le giovanissime rossoblu.

I risultati ottenuti finora danno ragione a patron Galasso e al suo staff, e proprio dall'ottimo campionato disputato quest’anno, ripartirà la prossima stagione della Rhodigium Basket.
Due delle protagoniste tra le file rossoblu che incarnano perfettamente la filosofia Rhodigum, sono Veronese e Vaccarini, le due play prodotto del settore giovanile rodigino che si sono inserite progressivamente nel gruppo della prima squadra, e che quest'anno si sono distinte per spirito di sacrificio e per i progressi dimostrati sul campo.

Carla Veronese, classe 2000, dopo le ottime esperienze nelle formazioni Under della Rhodigium, è approdata in prima squadra tre anni fa con coach Ventura. La svolta con l’arrivo di Fabio Frignani che le concede minuti che ripaga con personalità e stacanovismo; grazie anche ad il buon esempio di Pegoraro, Veronese fa della fisicità e visione di gioco i suoi punti di forza.

Quali sono le tue impressioni sulla stagione appena conclusa e sul tuo percorso di quest’anno?
Per quanto riguarda la squadra, secondo me c’è stata una crescita abbastanza progressiva in senso positivo rispetto all'inizio del campionato, anche grazie al sempre maggior equilibrio tra il gruppo preesistente e le nuove componenti della squadra. Tuttavia, se devo essere sincera, talvolta la nostra costanza è venuta meno; siamo però riuscite ad affrontare i momenti più altalenanti attraverso una coesione di squadra. 
Per quanto riguarda me, penso di essere cresciuta per l'approccio all'obiettivo comune, ma c'è ancora molto da fare

Da giovane del gruppo, quanto sono state importanti le giocatrici più esperte alla crescita della squadra?
Le veterane in questo momento rappresentano un po' la guida della squadra, sia per il loro cuore che per la loro esperienza. In particolare, per noi più giovani costituiscono un esempio; allo stesso tempo ci danno la possibilità di metterci alla prova, e qualche volta, quando serve, ci danno qualche strigliata.

Cosa provi a vestire la maglia della società nella quale sei cresciuta?
La Rhodigium rappresenta il luogo dove ho mosso i primi passi, in cui sono cresciuta e in cui continuo a crescere ancora oggi. Vestire questa maglia provoca emozioni un po' contrastanti. Da una parte domina l'orgoglio nel vedere come la società, nata quasi dal niente, cosa che molti si dimenticano, sia riuscita ad espandersi e a diventare un punto di riferimento per moltissime ragazze. D’altro canto, si sente il "peso" della responsabilità per ciò che dovremmo fare e rappresentare.

Diciotto anni invece per la più giovane del gruppo, Eleonora Vaccarini, play classe 2001 al suo terzo anno nella prima squadra Rhodigium; è stata protagonista di un percorso di crescita che l’ha portata ad esprimersi al meglio specialmente nella seconda fase nel campionato. Dopo una prima parte di stagione un po’ in sordina, Vaccarini è esplosa nel girone di ritorno, dimostrando una maggior sicurezza nei propri mezzi e meritandosi in più occasioni il posto in cabina di regia già dalla palla due iniziale.

Due stagione fa, l’arrivo di coach Fabio Frignani; come è cambiata la squadra con il nuovo allenatore?
Con l’allenatore mi trovo personalmente molto bene. Essendo abituato a lavorare con le giovani, Fabio sa dove puntare per cercare di colmare la mia inesperienza. Inizialmente, il radicale cambiamento dei metodi di allenamento e dell’organizzazione della settimana tipo non sono stati facili da assimilare. Ma Fabio è sempre stato disponibile al confronto, ad aiutarmi e a rispiegarmi qualcosa, laddove non capivo o comunque facevo fatica. Un’altra cosa positiva che ho riscontrato in questi due anni, è la variabilità di ciò che ci propone ad ogni allenamento. In giovanile ero stata abituata a ripetere molte volte gli stessi tipi di esercizi e ciò mi portava a calare d’intensità. Fabio invece ad ogni singolo allenamento ci fa fare qualcosa di nuovo, che sia un nuovo metodo per contare i punti o un nuovo obbiettivo per la vittoria nella gara di tiro.

Quali sono le tue sensazioni al termine di questa stagione?
Sono dispiaciuta per come si sia dovuta concludere la stagione. La squadra stava facendo molto bene, lo confermavano i risultati e la perenne concentrazione agli allenamenti. Penso che però l’occasione della promozione non sia sfumata; non stavamo vincendo per fortuna o per situazioni di crisi delle altre squadre. Sono convinta che la prestazione della prossima stagione non sarà da meno.

Per te è stata una grande stagione, ma la vera svolta è arrivata nella seconda fase di campionato; cosa ti ha portato a questo cambio di passo?
A livello individuale ho avuto una crescita nella seconda fase del campionato. Penso che la svolta sia stata la partita di ritorno contro Futurosa. Da quella partita in poi Fabio (Frignani ndr) ha iniziato a darmi molto più spazio. Non riesco a trovare un vero motivo a questo cambio di marcia, ma di sicuro ho iniziato a rendermi più conto dei miei mezzi. Ho iniziato ad allenarmi più intensamente; vedevo che segnavo, e ciò mi portava a spendermi maggiormente in difesa o a correre di più in contropiede. Anche le mie compagne sono state fondamentali nel mio percorso, hanno notato il cambiamento in termini di intensità, e chi con una pacca sulla spalla, chi dandomi più fiducia in campo, mi hanno aiutato a crescere come giocatrice. 

Ormai sei da tre anni in pianta stabile in prima squadra; come si è evoluta la società?
La Rhodigium è partita da avere poche formazioni che si confrontavano con società molto più affermate a livello regionale. Ora la società ha una prima squadra che sta provando a giocarsi la promozione in serie A2 e moltissime squadre giovanili. L’emozione di giocare in una prima squadra è tanta, e al primo impatto può sembrare difficile e destabilizzante a causa della poca esperienza. Ma alla fine non ho mai giocato per passare il tempo. Per me si gioca soltanto per vincere e per raggiungere risultati; essere stata convocata in prima squadra è stato uno di questi.

 


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